Il cerchio delle famiglie

Gruppi di ascolto per i genitori e percorsi di counseling individuale, di coppia e familiare.

Counseling

Servizio di sostegno rivolto principalmente ai genitori e ai familiari del minore. Su richiesta il servizio può essere erogato anche all’esterno dell’associazione.

La prestazione è gratuita per gli associati; per gli utenti esterni è richiesto un contributo a sostegno delle attività dell’associazione.

Perché il counseling?

L’arrivo di un bambino con disabilità è un evento che sconvolge l’omeostasi del sistema famiglia e porta molto spesso a un disorientamento generalizzato che coinvolge i genitori, i nonni, i fratelli, i sistemi extra familiari di riferimento.

A livello intimo questa situazione stravolge gli schemi e porta altrove. Le aspettative, i racconti, la vita così come era stata immaginata, viene azzerata in un istante; niente di quello che durante la gravidanza fisica e psicologica si era pensato è così e niente sarà più lo stesso. I genitori osservano questi bambini e spesso non si riconoscono in loro; sembrano arrivati ​​da un altro mondo, straniero, estraneo ed incomprensibile.

Si trovano spaesati tra parole e definizioni che confondono; nel tentativo di capire che cosa stia succedendo incontrano medici, educatori, operatori di ogni genere, ciascuno dei quali offre visioni e versioni diverse, a volte complementari, a volte del tutto distanti, che lasciano i genitori a bocca asciutta perché nessuna definizione, nessuna parola, nessun nome, può offrire prefigurazioni sulla loro vita futura, nessun parere specialistico può riassumere il loro bambino, nessun programma terapeutico può lenire il senso di fragilità, svantaggio e mancanza che vivono sulla loro pelle quotidianamente.

Fragilità, perché si trovano a dover chiedere aiuto ai propri familiari, agli amici e alla società che ospita il loro figlio. Avvertono uno stato di dipendenza costante e continua per coprire necessità e bisogni quotidiani.

Svantaggio, perchè le relazioni, la crescita dell’individuo, le esperienze della vita devono tutte trovare percorsi nuovi, inventati e costruiti ogni volta su misura.

Mancanza, perché la scuola, il lavoro, lo sviluppo dell’autonomia, del senso della propria autoefficacia ed autostima, saranno messe duramente alla prova in una società fortemente performativa come quella in cui viviamo.

Essere genitori di un bambino con disabilità vuol dire imparare a elaborare vissuti emotivi, superare momenti di crisi ed empasse, ristrutturare le proprie convinzioni limitanti, imparare l’accettazione e partire da questa e dalla ri-scoperta, o dall’apprendimento, di risorse interiori per costruire un nuovo modello del proprio mondo.

Il counseling individuale e/o familiare è lo strumento di elezione in questi momenti. Si tratta di incontri durante i quali il Counselor, una figura professionale specializzata nella relazione di aiuto, incontrerà la persona (o la famiglia) per supportarla nel processo di ricerca di soluzioni generative di benessere in tutti quei contesti (non psicopatologici) in cui occorre un sostegno per prendere decisioni, gestire crisi, migliorare relazioni, sviluppare risorse, raggiungere obiettivi, affinare la consapevolezza personale, aumentare l’autoefficacia, puntellare la propria autostima.

Gruppi di ascolto

Il benessere del bambino passa anche attraverso il benessere dei suoi familiari: i genitori in primis, ma anche i fratelli, i nonni e tutti quei componenti che a vario titolo entrano nella cura e nella gestione della minore con disabilità.

I gruppi di ascolto offrono agli adulti uno spazio per ascoltarsi, rinforzare le proprie capacità, condividere esperienze, costruire un nuovo modo di stare con il proprio figlio, costruire una rete sociale di comprensione e supporto.

Sono previsti incontri quindicinali accompagnati da un counselor ad indirizzo pnl sistemico che media il confronto e la condivisione di esperienze.

Gli incontri di Counseling e  i gruppi di ascolto sono seguiti da Laura Sorrentino

Giornate di decompressione

Le giornate di decompressione sono previste per garantire alla famiglia del bambino con disabilità momenti di sospensione dai compiti di cura e assistenza e poter in questo modo dedicarsi ad attività personali e di ricarica delle energie.

Il servizio prevede la possibilità di affidare il bambino per una giornata intera agli educatori del centro. Le attività in questo caso si svolgeranno in piccoli gruppi e saranno organizzate secondo le singole necessità.